VISUAL STORYTELLING: COS’E’?

 

icuramente lo avrai già nontato, si parla sempre più di Visual Storytelling.

Nella fotografia di matrimonio è il concetto più all’avanguardia e ha sostituito quello di wedding photojournalism, l’ormai scontato servizio fotografico senza pose.

Prima di trarre delle conclusioni sul visual storytelling è importante ripercorrere brevemente insieme quale è stata la recente storia della fotografia nel settore matrimonio e ritratto di coppia.

Il vecchio stile fatto di inquadrature tradizionali e luce flash non trasmetteva quasi nulla delle emozioni vissute da una coppia si è estinto in modo quasi definitivo all’inizio del nuovo millennio, sostituito dal fotogiornalismo di matrimonio (wedding photojournalism).
Il wedding photojournalism, concetto allora innovativo che io avevo per primo presentato in Italia alla fine degli anni ’90, era basato sulla quasi totale assenza di immagini in posa e concepiva il matrimonio come fotografia sociale; le emozioni documentate erano esclusivamente quelle spontanee, ritratti inclusi.
Ricordo  lo slogan pubblicitario di un mio collega, bellissimo: “Sposi senza pose”.
Presentato poi da molti per circa un… decennio come “novità”, è stato determinante per portare la miglior fotografia di matrimonio ad un livello professionale pari a quello degli altri settori.

Mancava però ancora qualcosa, perché non tutte le situazioni erano veramente adatte a sostenere scenograficamente questo modo di fotografare esclusivamente documentaristico: i matrimoni ambientati in scenografie non appariscenti, seppur vissuti con sentimento e intimità, risultavano penalizzati a livello di impatto visivo.
E’ quindi gradualmente tornato l’utilizzo della posa, con un linguaggio accurato dalle caratteristiche molto simili alla fotografia di moda o editoriale, incentrato sull’importanza della coppia.

Come conseguenza della nuova fotografia di posa si è sviluppato il visual storytelling.
Un servizio fotografico di visual storytelling è composto – pensa ad un film – anche da introduzioni, panoramiche che descrivono gli scenari e dettagli, in modo da costruire una storia riconoscibile e ben strutturata che non ha bisogno di testo (ovvero: il testo ci può anche essere, perché no, ma non è fondamentale).

Il visual storytelling in fotografia è:
“l’arte di raccontare per mezzo delle immagini
senza la necessità di un testo o di un commento vocale”.

In realtà il visual storytelling in fotografia c’è sempre stato: utilizzando giustamente l’italiano, non è altro che il racconto fotografico.
La novità grazie alla quale si giustifica anche l’utilizzo di un nuovo termine (visual storytelling appunto) si trova nel modo articolato, più completo e maturo con cui si costruisce il racconto, e anche alle situazioni a cui lo si applica.

E’ grazie a questa maturità espressiva del racconto fotografico che negli ultimi anni ha fatto aumentare in modo esponenziale le commissioni di servizi fotografici di coppia realizzati indipendentemente dall’evento del matrimonio.
Per questo genere di fotografia non è richiesta una celebrazione, un allestimento, una festa, la presenza degli inviati.

Il servizio fotografico così concepito è il racconto del modo di essere della coppia e funziona ovunque: a Venezia come in un tranquilla cittadina di provincia o nella selvaggia Islanda; può celebrare un fidanzamento (il cosiddetto engagement photo shooting) come rendere perenne la gioia di una vacanza.

Carpe Diem, si dice.
Questa coppia porterà per sempre con sé queste immagini
e l’esperienza con la città non finirà col ritorno a casa.
L’occasione ha confermato un sentimento di amore.

… Un beneficio che puoi ottenere anche tu.

 


 

Prologo

FINE

 


 

Il servizio fotografico può anche essere realizzato – come in questo caso – con il prezioso supporto di una guida turistica che permetta di comprendere intimamente il luogo, evidenziandone senza omissioni gli aspetti più interessanti come i segreti.

Nella foto: la guida turistica Claudia Zannini “Mimejorvenecia” utilizza la ristampa anastatica del libro di Giuseppe Tassini “Curiosità Veneziane” (I edizione: 1863).